Calizzano

Informazioni su Calizzano

Calizzano (Karitsàn o Calissan in ligure) è un comune italiano di 1.568 abitanti in provincia di Savona, nella Regione Liguria.

Territorio
L’abitato di Calizzano si trova nell’alta val Bormida, nell’entroterra ligure della Riviera di Ponente, al confine tra la Liguria e il Piemonte, lungo l’ampia e fertile conca del fiume Bormida di Millesimo. La grande faggeta del Colle del Melogno raggiunge il territorio di Calizzano con la foresta detta “della Barbottina” dove vi è la presenza di un grosso albero di faggio di quasi duecento anni, alto trentasette metri e del diametro di 347 centimetri; nei pressi del bosco di Rionero si trova invece un massiccio castagno di cinque metri di diametro e con oltre i 250 anni di vita. Il territorio calizzanese è altresì ricco di corsi d’acqua con ben tredici sorgenti, tra queste la fonte Bauda utilizzata nell’attività d’imbottigliamento dell’acqua di Calizzano.
Il territorio comunale è formato, oltre che dal capoluogo Calizzano, anche dalle tre frazioni di Caragna, Mereta e Vetria e dalle diciannove regioni di Barbassiria, Bosco, Camporosso, Caragnetta, Carisciano, Durante, Ferriera Nuova, Frassino, Giaire, Granei, Marenchi, Maritani, Melogno, Miniera, Riini, Rio Nero, Tomaloni, Valle Superiore e Zerboraglia – storicamente riconosciute dallo statuto civico – esteso su una superficie di 6321 ettari.
Confina a nord con i comuni di Massimino, Murialdo e Osiglia, a sud con Bardineto e Magliolo, ad ovest con Massimino, Bagnasco, Priola e Garessio, ad est con Osiglia, Bormida, Rialto e Magliolo. Dista circa 50 km ad ovest di Savona e 50 km ad nord-est di Albenga. Attraverso il Colle dei Giovetti (912 m s.l.m.), ai confini amministrativi con Murialdo, è possibile il collegamento con un altro comune della provincia di Savona, Massimino e scendere in Val Tanaro.

Clima
Pur distando, in linea d’aria, soltanto 18 km dal mare, Calizzano gode di un clima temperato oceanico degradato, semi-continentale, con forti escursioni termiche giornaliere durante tutti i mesi dell’anno e moderate escursioni annuali. In gennaio la temperatura media giornaliera si mantiene di pochi decimi al di sopra dello 0 °C: le minime notturne registrano infatti valori medi prossimi ai -5 °C, ma temperature inferiori ai -10 °C si possono ripetere con una certa frequenza durante i periodi in cui prevalgono correnti settentrionali o nelle notti serene, se c’è neve al suolo; le massime diurne invece si attestano mediamente sui +6 °C, anche se non sono inusuali pomeriggi più tiepidi e non sono infrequenti neppure le giornate di ghiaccio; (nel 1985 il record di temperatura minima fu di -24 °C). La neve è piuttosto frequente da novembre a marzo, e durante le annate più fredde il manto nevoso può resistere tutto l’inverno.
In estate i giorni sono caldi e moderatamente afosi (con punte di oltre 30 °C), ma le notti sono sempre abbastanza fresche grazie alla notevole escursione termica che può arrivare fino a 25 °C; il mese più caldo è luglio, con una media giornaliera di circa +19 °C.

Centro Storico

Via Giuseppe Garibaldi nel centro storico calizzanese

Cenni storici

I primi insediamenti umani sembrerebbero risalire al Paleolitico medio, grazie al ritrovamento dei resti di un castellaro pre-romano fra gli odierni centri di Calizzano e Bardineto. In epoca romana è citato con il toponimo Caliciana, insediamento di cui non è rimasta traccia. Nell’alto medioevo il toponimo di Calizzano, conosciuto come Caliciano, apparve solamente nel 1077 in un atto di cessione delle terre e della chiesa all’abbazia di Ferrania, nel circondario di Cairo Montenotte; in precedenza era sotto la giurisdizione ecclesiale dell’abbazia di San Pietro in Varatella presso Toirano.
Possedimento della Marca Aleramica di Bonifacio del Vasto dal 1091, il feudo, nel 1142, viene ceduto ad Enrico I Del Carretto seguendo così le sorti del Marchesato di Finale. Nel 1335 Carlo IV del Sacro Romano Impero confermò il dominio terriero della famiglia Del Carretto che mantenne quindi l’investitura del castello, del territorio di Calizzano e delle terre circostanti.
Nonostante un atto del 7 giugno 1444 sancisca il gesto di fedeltà della popolazione calizzanese verso i marchesi Del Carretto sarà proprio un componente della famiglia carattesca, Marco Del Carretto, signore di Calizzano, nella guerra di dominio tra la Repubblica di Genova e il Marchesato di Finale del 1447-1452, a tradire un altro componente della famiglia (Galeotto Del Carretto) stipulando una sorta di convenzione pacifica tra il borgo con la repubblica genovese. La reazione al tradimento fu tremenda; il borgo venne saccheggiato ed incendiato, il castello distrutto, costringendo alla fuga Marco Del Carretto ed i suoi cugini e scatenando una profonda crisi economica tra gli abitanti, costretti all’elemosina; l’episodio riportò il feudo calizzanese nelle mani del marchese Galeotto.
Tra il 1530 e il 1540 vennero compiute nuove opere costruttive, quali il convento dei Domenicani e la chiesa dell’Annunziata al Pasquale. Successivamente verrà ampliata, grazie all’abbattimento delle mura, anche la chiesa di San Lorenzo.
Nel 1572, a causa dell’alleanza francese del marchese Del Carretto, truppe provenienti dalla Spagna invasero il marchesato finalese e le sue terre feudali, tra cui Calizzano. La popolazione del marchesato non riuscì ad opporre resistenza, soggiogata dalla cessione del borgo a Filippo III di Spagna da parte di Andrea Forza Del Carretto. Così Calizzano giurerà in seguito la propria fedeltà al nuovo governatore il marchese Don Pedro De Toledo e al regno spagnolo; il governatore confermò gli stessi statuti, il 27 febbraio 1603, varati dalla famiglia Del Carretto nel 1600.
Il borgo vide così “invasioni” di soldati spagnoli ed alemanni cui dovevano provvedere al loro sostentamento e alloggio, fino allo scoppio della peste bubbonica nel 1631, che mise in ginocchio il paese intero.

Ciottolato

Lo stemma civico realizzato in ciottolato

Nel 1713 il Trattato di Utrecht stabilì la fine del dominio spagnolo e il conseguente passaggio del marchesato finalese alla Repubblica di Genova. Nuove guerre locali si scatenarono intorno al 1747-1748 quando truppe piemontesi, comandate del Regno di Sardegna, cercarono di sottrarre le terre alla repubblica genovese per poi cederle alla famiglia Del Carretto. Il trattato di Aquisgrana (1748) ristabilì il dominio genovese sulle terre.
Durante l’invasione francese del 1797, comandate da Napoleone Bonaparte, il borgo subì gli scontri tra l’esercito d’oltralpe con l’esercito dell’impero austro-ungarico, divenuto possessore delle terre dopo l’occupazione di Genova e della Liguria. Negli incendi, appiccati da entrambi gli schieramenti, finirono bruciate la chiesa della Madonna delle Grazie, allora ancora parrocchia, ed il Convento dell’Annunziata, appartenuto all’origine ai domenicani, al Pasquale.
Con la dominazione francese il territorio di Calizzano rientrerà dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all’interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, farà parte del X Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Dal 13 giugno 1805 al 1814 verrà inserito nel Dipartimento di Montenotte.
Nel 1815 Calizzano verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento omonimo del Circondario di Albenga facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passerà, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita Provincia di Savona.
Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Bormida, quest’ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010 e in vigore dal 1º maggio 2011.

Chiese e luoghi d’interesse

San Lorenzo

La chiesa parrocchiale di San Lorenzo

Edifici religiosi

  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nel centro storico di Calizzano. La sua costruzione risale tra il 1587 e il 1630 ampliando una precedente costruzione in stile romanico. Al suo interno, sono conservate tele del XVI secolo dipinte da autori poco noti, oltre che un dipinto raffigurante la Sacra Famiglia di Domenico Piola. Gli interni sono stati dipinti nel 1909, dal pittore torinese Luigi Morgari. Sono inoltre conservati un crocifisso processionale e una statua raffigurante San Giovanni Battista della scuola di Anton Maria Maragliano. La torre campanaria, posta accanto alla chiesa, è del XIV secolo.
  • Santuario della Madonna delle Grazie in regione Frassineto, già chiesa parrocchiale ed eretto prima del XII secolo. Conserva un portico romanico affrescato e un campanile che ha mantenuto inalterate le linee primitive.
  • Chiesa di Nostra Signora del Rosario nella località di Pasquale, già intitolata all’Annunziata al Pasquale e voluta dal cardinale Carlo Domenico Del Carretto sul finire del XV secolo
  • Cappella dei Santi Giacomo e Filippo in regione Bosco. All’interno è conservato un dipinto dei due santi inginocchiati ai piedi della Madonna del Pilar.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nel centro storico di Calizzano. Conserva al suo interno affreschi del XVII secolo.
  • Cappella di San Bernardo in regione Frassino.
  • Cappella di San Matteo in regione Riini.
  • Cappella di San Mauro in regione Valle Superiore. A pianta rettangolare con soffitto a volta a botte, fu un’importante crocevia per i viandanti e pellegrini nel Medioevo.
  • Cappella dei Santi Gervasio e Protasio nella frazione di Mereta.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo apostoli, nella frazione di Vetria.
  • Cappella della Confraternita di San Giovanni Battista nella frazione di Vetria.
  • Cappella di San Rocco nella località di San Rocco di Vetria.
  • Cappella di Sant’Anna e San Gioacchino in regione Maritani.
  • Cappella della Madonna della Neve in regione Barbassiria.
  • Chiesa parrocchiale di Sant’Agostino nella frazione di Caragna.
  • Cappella di San Bartolomeo apostolo nella frazione di Caragna.
  • Cappella di San Felice da Cantàlice in regione Caragnetta.
  • Cappella di San Magno in regione Zerboraglia.

Edifici civili

Franchelli

Palazzo Franchelli, sede del municipio

Palazzo Franchelli. Ora sede del municipio è stato costruito nel XVIII secolo. Passò ai conti Franchelli grazie al matrimonio di Maddalena di Ceva con Carlo Antonio Franchelli. I Fran-chelli (di antica famiglia originaria di Franclens nell’alta Savoia, passata anteriormente al 1600 a Bardineto ed infine, per predetto matrimonio a Calizzano), ospitarono, negli anni 1694-1696, ufficiali del duca di Savoia. Il 12 ottobre del 1714, vi ospitarono parte della cor-te della principessa Elisabetta Farnese di Parma che passava da Calizzano diretta a Finale Ligure onde andare sposa al re Filippo V di Spagna. Il palazzo, già Ceva, conserva affreschi del Biella e pregevoli mobili antichi, ha nel soffitto di un’ala e un preziosamente lavorato cornicione in bronzo dorato. Oggi è metà del Comune di Calizzano e l’altra metà dei Leale discendenti dai conti Franchelli. Alcuni discendenti dai conti Franchelli oggi risiedono anche a Sanremo e a Bardineto. I Franchelli (Carlo Antonio) verso il 1698, furono nominati conti da Vittorio Amedeo II di Savoia e, verso il 1735 (Carlo Domenico) ottenne da Carlo Emanuele III di Savoia, il feudo della Franchella. I Franchelli inoltre, sono discendenti della stirpe Aleramica.
L’accesso al borgo storico medievale di Calizzano, chiuso da mura e dominato ad ovest dal duecentesco castello carattesco, avveniva attraverso le tre porte dette “di San Rocco”, “della Barbacana” e “del Mulino”. La prima, rivolta verso nord, era caratterizzata da un ponte levatoio il quale permetteva il collegamento del nucleo medievale attraversando il rio di San Rocco; nella seconda, rivolta a sud, era presente una torre di guardia trasformata in seguito nell’isolato campanile della chiesa parrocchiale di San Lorenzo; la terza, verso est, conduceva il passaggio verso la villa di Frassino.

Edifici militari

Forte

Il forte Centrale del Melogno attraversato dalla SP 490

Castello di Calizzano. Edificato sull’altura che domina il sottostante borgo e lo snodo stra-dale, dell’antico edificio, costruito probabilmente da Enrico II Del Carretto nel XIII secolo, ne rimangono pochi resti dopo le distruzioni avvenute nel XV secolo e definitivamente in epoca napoleonica.
All’estremo est del territorio comunale di Calizzano, e ai confini amministrativi settentrio-nali di Magliolo, domina il Colle del Melogno il cosiddetto “Sbarramento del Melogno” ubi-cato lungo la strada provinciale 490 del Colle del Melogno. Il sistema difensivo – consta dei forti Centrale del Melogno, Tortagna, Settepani e dalla batteria d’appoggio sul Bric Merizzo – fu voluto dal Regio Esercito per la difesa del Basso Piemonte e della catena appenninica ligure da eventuali attacchi terrestri dalla costa ligure; complessivamente il sito fu edificato in un periodo compreso tra il 1883 e il 1895.

Aree naturali
Nel territorio comunale di Calizzano sono presenti e preservati due siti di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il primo sito – condiviso con Massimino e Murialdo – è collocato nell’area boschiva del Bric Zerbì e zone adiacenti in cui insistono faggete e castagneti. Oltre ad alcune specie di orchidee, sono segnalate in questa area la calta palustre (Caltha palustris) e l’aquilegia scura (Aquilegia atrata). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e i rapaci sparviero (Accipi-ter nisus) e falco pecchiaiolo (Pernis apivorus).

Il secondo – condiviso con Bardineto, Boissano, Bormida, Castelvecchio di Rocca Barbena, Giuste-nice, Loano, Magliolo, Osiglia, Pietra Ligure, Rialto e Toirano – è collocato nell’area boschiva tra il monte Carmo di Loano e il monte Settepani in cui insistono foreste, praterie, versanti rupestri, cavi-tà di interesse speleologico e formazioni carsiche; nella stessa area è presente la Foresta regionale della Borbottina. Oltre alle zone boschive comprensivi di faggi, pini silvestri e abeti bianchi, sono segnalate le presenze del rododendro, del ginepro nano del Bric dell’Agnellino, la campanula di Savona (Campanula sabatia), la genziana ligure (Gentiana ligustica), le orchidee, la primula margi-nata (Primula marginata), lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e l’arnica montana (Arnica monta-na). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e il gambero di fiume (Austro-potamobius pallipes); tra i mammiferi il gatto selvatico (Felis silvestris) e alcuni rinolofi della spe-cie dei chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus euryale, Rhinolophus hipposideros).

Evoluzione demografica

Abitanti Censiti a Calizzano

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Calizzano erano 100, pari al 6,31% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose erano: Romania: 35, Albania: 29, Marocco: 26.

Eventi
Festa patronale della Madonna delle Grazie, il 2 luglio, con processione e fiaccolata verso il santuario omonimo; nella stessa ricorrenza vi si svolge il Palio dei Rioni.
Festival delle acque e delle erbe di campo, nel mese di maggio.
“Funghinpiazza”, la seconda domenica di ottobre. Mostra micologica e stand gastronomici.
Festa d’Autunno, la terza domenica di ottobre.

Strade
Il centro di Calizzano è attraversato dalla strada provinciale 490 del Colle del Melogno che permette il collegamento stradale con Magliolo – ad est – e con Massimino a nordovest. Ulteriori arterie viarie del territorio sono la provinciale 51 per Murialdo, la provinciale 52 per Bardineto e la provinciale 47 per Garessio che nel tratto piemontese assume la denominazione di SP 213.
La cittadina di Calizzano non è raggiungibile direttamente tramite autostrada; il casello autostradale di Finale Ligure sull’autostrada A10 è l’uscita consigliata per raggiungere la destinazione arrivando da sud, mentre quello di Millesimo è utile per chi arriva da nord.

I Santi

Il Territorio

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