San Giovanni Battista


La chiesa parrocchiale, dedicata a s. Giovanni Battista, è stata edificata nel 1720 in stile barocco piemontese.
Il Cattolicesimo si sviluppò rapidamente a Bardineto e diede l’avvio ad una viva religiosità testimoniata anche dalla costruzione della Chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Essa possedeva uno dei primi cimiteri Cristiani. Fu distrutta nel 645 dai Longobardi e sui resti del Camposanto venne costruita la Cappella di San Nicolò.
Nel 1650 la Chiesa Parrocchiale, l’attuale oratorio, era anche la sede della “Confraternita” Bardinetese.
La Nuova Chiesa di San Giovanni Battista, in stile Barocco piemontese, verrà inaugurata solamente nel 1720, incorporandovi la Navata sinistra della precedente Chiesa.

Quadri della Volta di San Giovanni Battista di Bardineto

La volta della chiesa di Bardineto, dedicata a San Giovanni Battista si caratterizza per una serie di affreschi che oltre alla vita del Santo, fanno riferimento a personaggi ed episodi di tipo biblico. Sulla volta sono ritratti il profeta Amos, Michea, Ezechiele, Isaia, Geremia e anche il Re Davide, che profeta non è, ma rimane un personaggio molto importante.
In corrispondenza delle finestre, alcune cieche, sono rappresentate sotto sembianze femminili le quattro virtù cardinali: Fortezza, Giustizia, Prudenza e Temperanza. È un piccolo catechismo che tutti i fedeli potevano già vedere facilmente quando si recavano in chiesa e, non distratti da tante immagini come noi oggi, potevano facilmente memorizzare episodi della vita di San Giovanni Battista e concetti fondamentali della fede.
Nella parte centrale della volta sono riprodotti cinque episodi che rappresentano la vita del Battista; cominciando dal coro, il primo affresco rappresenta Giovanni Battista mentre predica alla folla, composta da uomini, donne e bambini in ascolto. Sopra il presbiterio c’è l’affresco più grande che riproduce il Battesimo di Gesù ricevuto dal Battista. Nel terzo affresco Giovanni Battista indica l’agnello di Dio, cioè Gesù, ai suoi discepoli perché lo seguano. Il quarto affresco rappresenta il martirio del Battista e l’ultimo, quello più vicino all’organo, riproduce la gloria di Giovanni Battista che sale in cielo accompagnato da angeli, angioletti e da un agnello. L’autore di quest’ultimo appare chiaramente nella firma: M. Muratorio 1978, data che ci ricorda un evento drammatico accaduto negli anni settanta; una mattina, sotto il peso della neve caduta in abbondanza, quando i fedeli erano appena usciti dalla chiesa dopo una celebrazione, è crollata una parte della volta in corrispondenza di questo quadro che in seguito è stato rifatto. La firma sul quadro del Martirio di Giovanni Battista è quella del famoso pittore, il Toscano, con data 1892.

Chiesa San Nicolò

La Posizione

La chiesa di San Nicolò sorge a sud-ovest dell’attuale nucleo urbano di Bardineto, sviluppatosi nel tempo intorno al Castello e al Borgo medievale, collocata sull’ultima propaggine del contrafforte di Nicampi, Bassa dei morti e Mugliane. È facilmente raggiungibile arrivando dalla strada provinciale per il Colle dello Scravaiòn, salendo per il sentiero che si inerpica a sinistra, subito dopo il ponte sul Rio San Giovanni e che porta anche alla rinomata fonte di San Nicolò denominata Fons salutis.

La costruzione

L’attuale aspetto della chiesa è frutto di varie modifiche strutturali che si sono succedute durante i secoli. In particolare, si possono riconoscere tre principali fasi costruttive, riferibili rispettivamente all’epoca alto-medievale, all’epoca romanica e all’epoca tardo-medievale.
I resti dei muri cui è addossato l’abside centrale apparterrebbero ad una primitiva chiesa alto-medievale, una parte della primitiva struttura della chiesa di San Giovanni, citata nell’atto di donazione fatta da Carlo Magno all’Abbazia di San Pietro in Varatella oppure, più probabilmente, al Castrum bizantino-longobardo di cui rimangono alcuni ruderi, come il torrione, nel pianoro soprastante la chiesa.

Le absidi

Eretta subito dopo il 1000, secondo la datazione proposta dal Lamboglia, in origine probabilmente era strutturata su tre piccole navate, con absidi semicircolari, e altrettante aperture a tutto sesto sulla facciata: c’era una porta centrale, l’attuale finestra di destra, e due monofore laterali, l’attuale finestra di sinistra e l’attuale porta di ingresso; all’età del Romanico è probabilmente riferibile anche il pavimento in mattoni.
Risalgono sicuramente all’epoca tardo-medievale, probabilmente al secolo XV a cui vengono anche attribuiti gli affreschi, gli interventi di riduzione della chiesa ad un’unica navata, con l’ampliamento dello spazio interno, motivato dal probabile incremento demografico, e il rifacimento dell’abside centrale a forma quadrata, con l’isolamento dell’unica abside di destra, ancora rimasta.

Precedenti restauri

La Chiesa di San Nicolò e stata dichiarata monumento nazionale nel 1906; tre anni dopo è già stata oggetto di un primo intervento di restauro, ad opera di alcuni tecnici della Commissione per la conservazione dei monumenti antichi della Liguria e del Piemonte, nel corso del quale fu eretta un’intercapedine lungo il lato sud-est, con l’eliminazione del terrapieno che si appoggiava alla parete che raggiungeva l’altezza delle feritoie, costruendo anche un muraglione a sostegno della scarpata; furono riaperte le feritoie e sotto-murate le fondamenta; venne demolito anche un muro che richiudeva a destra e a sinistra l’abside di forma quadrata. Fu così riportata alla luce la piccola abside semi-circolare che aveva internamente sul muro, dipinte in rosso,   due ruote e che in seguito venne ricoperta con lastre di pietra in conformità al tetto della chiesa.
Un secondo restauro, effettuato dai tecnici della Soprintendenza di Genova negli anni 1951, 1952, provvide al ripristino del tetto ed alla ripulitura degli affreschi; il tetto, cui si era già lavorato saltuariamente nel 1926, nel 1935 e nel 1937, venne rialzato con una base in cemento al di sopra degli assi, allo scopo di eliminare le infiltrazioni di umidità, che avevano deteriorato gli affreschi; questi ultimi, già ripuliti nel 1930 da Amilcare Oggerini, vennero restaurati dallo Zanfrognini tra il luglio 1951 e l’agosto 1952.

L’antica parrocchiale

Per tutto il basso medioevo e nei primi secoli dell’età moderna, San Nicolò è stata la chiesa parrocchiale di Bardineto. Come attesta il “Registro della Chiesa e del Vescovo di Albenga” del 1325, studiato e dato alle stampe da don Giovanni Conterno, essa è compresa nella Plebanìa di Priero, che allora era parte della Diocesi di Alba, di cui anche Bardineto ha fatto parte fino al 1814, quando passò alla diocesi di Mondovì, mentre una visita ad limina del 1577 ne attesta il passaggio alla pieve di Millesimo. Negli Statuti del 1479 è menzionata per la sua funzione di chiesa cimiteriale; nella rubrica Di fare honore alli defunti viene stabilito che vinti persone delle più vicine siano obligate portar a accompagniar detto defonto fino alla chiesa di S. Nicolao e sepelirlo con debito modo.
Alla fine del secolo XVI viene eretta nel Borgo una nuova chiesa, dedicata a San Giovanni Battista, che corrispondeva all’attuale Oratorio di San Carlo e dell’Assunta, che di fatto divenne la nuova chiesa parrocchiale, nonostante San Nicolò continuasse ad esserlo di diritto. Grazie a tre Visite pastorali, del 1573, 1591 e 1612, e alla già citata visita ad limina del 1577, si può documentare questa particolare situazione di doppia titolarità, che si protrarrà per tutto il secolo XVII. Già nel 1573 si precisa che nella chiesa di San Giovanni Battista, collocata nel borgo, vengono celebrate le sacre funzioni e amministrati i sacramenti, ovvero concretamente sono già trasferite le prerogative di chiesa parrocchiale che tuttavia, di diritto, spettano ancora alla chiesa parrocchiale che è sotto il titolo di San Nicolò. Questo accadde per ragioni di comodità: la chiesa di San Nicolò dista dal borgo circa 1500 metri, (nella Visita del 1577 si parlava di 300 passi dal paese, in quella del 1621 la si definisce al di fuori del paese), dunque, pone concreti problemi logistici, posizionata com’è sopra quel monte ed in stato di abbandono, tanto che il vescovo ordina di farne riparare la porta e di dotarla di una serratura. Anche il suo cimitero ha bisogno di urgenti lavori di protezione; infatti dev’essere dotato di una cinta in pietra, perché né lupi né cani o altri animali vi possano entrare, perché essa mantiene a tutti gli effetti la funzione di chiesa cimiteriale.

Gli ultimi interventi

I lavori richiesti dal vescovo nel 1573 non risultano ancora effettuati nel 1577: il cimitero attende ancora la recinzione e la chiesa ha nuovamente bisogno di essere tenuta ben chiusa e in ordine. Continua a fungere da chiesa cimiteriale e a mantenere ufficialmente il titolo di parrocchiale, nonostante la cura delle anime sia ormai pienamente trasferita alla chiesa di San Giovanni Battista, che tuttavia non è ancora consacrata. Stessa situazione troviamo nel 1591 e nel 1612, con San Nicolò chiesa parrocchiale di diritto, ma sempre alle prese con problemi di manutenzione e restauro e San Giovanni Battista in cui, per la comodità del popolo si esercita la cura delle anime e l’amministrazione dei sacramenti. In tutti gli atti di Battesimo del secolo XVII, i parroci di Bardineto continuano a definirsi Rettori della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista o di San Nicolò. È probabile, dunque, che la doppia titolarità si protragga per tutto il XVII secolo e venga meno soltanto con la consacrazione della nuova e più grande chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata vicino alla precedente, avvenuta il 24 giugno nel 1720.

Affresco di San Giorgio

A Ciglié, un paesino della Langa in provincia di Cuneo, c’è una cappella intitolata a San Giorgio che riproduce un affresco che potrebbe definirsi la fotocopia di quello che si trova nella nostra cappella di San Nicolò. Non sappiamo quale dei due affreschi è stato fatto per primo ma la somiglianza tra i due è tale che, nonostante i dubbi del Sovrintendente, ci sembra di poter affermare che l’autore è lo stesso e che, partendo da un unico schema, ha voluto fare due riproduzioni diverse.

Cappella Assunta

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